SportPeople 14 Novembre 2013

I Leoni e l'Aquila
Intervista alla Fossa dei Leoni 1970 Fortitudo Bologna

Pubblicato su SportPeople il 14 Novembre 2013

Una promessa che è un debito e alla quale non avevamo ancora potuto assolvere per questioni di tempo, di spazio e di impegni che quotidianamente questa rivista ci dà. Lo facciamo solo oggi, rendendo disponibile anche sul sito e per tutti questa lunga e bella intervista alla "Fossa dei Leoni" della Fortitudo Bologna di Basket. Per noi è una delle migliori di sempre, unica nel suo genere visto che mai a nessuno la "Fossa" si era concessa e si era così aperta. Per chi non lo avesse ancora fatto, ne consigliamo la lettura.

Cominciamo dalla fine, Chi sono? e cosa ci fanno qui?

  1. La Fossa dei Leoni segue la Fortitudo fin dal lontano 1970, il che lascia pensare che siate stati voi il primo gruppo ultras a nascere nella città di Bologna. Vero o falso?

  2. Bologna la "dotta", Bologna la "grassa", Bologna la città delle Due Torri… ma Bologna è, soprattutto, la città del basket e del dualismo Fortitudo–Virtus: com'è vissuta la rivalità nel tessuto cittadino? C'erano quartieri dove era netto il predominio di una o dell'altra squadra? C'era, almeno in origine, anche una differenza di estrazione sociale tra gli appartenenti alle due tifoserie?

  3. Se si guarda alla storia della Fossa, viene naturale definirla un gruppo numeroso e passionale ma anche estremamente turbolento, spesso coinvolto in episodi di violenza. Cosa rende la Fossa, nel mondo del basket, così simile sotto certi aspetti ai gruppi ultras calcistici delle grandi metropoli italiane o di certe città del Sud?

  4. Qual'è stato nel passato e qual'è ancora oggi il rapporto della Fossa con la politica in curva?

  5. Vi sono state o vi sono ancora delle rivalità con altre tifoserie dovute agli opposti schieramenti politici?

  6. Bologna è una città grande, ma non certo una metropoli, e può vantare una lunga e consolidata tradizione ultras; la presenza contemporanea in città di ben 4 realtà sportive ben distinte (al giorno d'oggi: Eagles, Virtus, BBB e Bologna F.C., senza dimenticare in passato la Zinella nella pallavolo…), con le relative tifoserie e le rispettive realtà ultras ha comportato, secondo voi, una dispersione del potenziale ultras della vostra città oppure è uno stimolo a migliorarsi?

  7. Una delle caratteristiche delle curve del basket è sempre stata quella di essere frequentate anche da calciofili che spesso ne rinfoltiscono le fila, soprattutto nelle occasioni speciali (derby, partite importanti, etc.): ritenete che anche la vostra curva rientri in questa tipologia o potete dirvi una curva frequentata prevalentemente da ultras e appassionati della F scudata?

  8. Che rapporto ha oggi la Fossa con le diverse componenti ultras che sostengono il Bologna F.C.?

  9. Avete mai avuto problemi in passato, specie in trasferta, per il solo fatto di essere bolognesi e venire perciò associati agli ultras del Bologna calcio? Magari in quelle città in cui era più sentita la rivalità calcistica nei confronti dei sostenitori del Bologna FC?

  10. A livello personale, avrete certamente avuto modo, qualche volta, di frequentare anche le curve degli stadi e perciò vi chiedo, quali sono le differenze più significative che avete riscontrato in questi anni tra l'essere ultras nel basket e nel calcio?

  11. Ritenete che le caratteristiche comportamentali tipiche del movimento ultras, storicamente di stampo calcistico, siano tutte riproducibili anche nell'ambito dell'ambiente palasport, oppure ci sono delle sostanziali differenze tra l'essere ultras al seguito di una squadra di calcio e l'esserlo al seguito di una di basket?

  12. Molti gruppi ultras calcistici si sono sciolti per passare ad un tifo, almeno esteticamente, più anglossassone, abbandonando i vecchi striscioni in virtù di "pezze" e stendardi meno visibili, deresponsabilizzando così gli stessi componenti dei gruppi. La repressione ha giocato la propria parte ma è innegabile, anche prima del divieto dell'introduzione degli striscioni negli stadi di calcio, una crisi generazionale degli storici gruppi ultras. Nel basket sembra che ciò non abbia ancora preso piede: se la repressione ha già da tempo mosso i primi passi, i gruppi ultras cestistici non ci pensano minimamente ad abbandonare gli storici striscioni. È questione di tempo oppure pensate che i gruppi storici si evolveranno mantenendo inalterata la propria identità?

  13. Informazione e disinformazione, la differenza non è mai stata così labile quando gli organi di informazione tradizionale hanno trattato l'argomento ultras, un mondo fatto di paradossi e contraddizioni ma anche di leggi non scritte ma conosciute e spesso rispettate dai più. Eppure per antonomasia la parola ultras viene sempre accostata alla violenza, tralasciando tutto quel sottobosco esistente che non si può certamente ignorare. Dove arrivano, secondo voi, le colpe di un tipo di informazione incapace di capire un fenomeno complesso nel suo insieme e dove arrivano le colpe di alcuni ultras volutamente arroccati su posizioni intransigenti che non vogliono aprirsi ad un confronto schietto e leale? Che rapporti avete con i mezzi d'informazione cittadini?

  14. Quanto ha contribuito la fanzine "Fossa", nel corso degli anni, ad ampliare la base del gruppo, così come a far conoscere e condividere il vostro pensiero e le vostre scelte anche al resto della tifoseria biancoblu? Ritenete che se oggi il vostro gruppo è quello che è agli occhi del popolo fortitudino, il merito sia da attribuire anche all'organo di controinformazione che vi siete sempre impegnati a realizzare e diffondere?

  15. Nel 2000 siete stati protagonisti di un film in cui, assieme alla regista Enza Negroni, avete cercato di condensare e raccontare l'essenza del vostro essere ultras. Ritenete ben riuscita quell'operazione? Che ricordo avete di quell'esperienza e che cosa vi ha lasciato? Vi hanno preso parte esclusivamente i componenti del gruppo oppure c'erano anche degli attori professionisti?

  16. Per un gruppo così longevo come la Fossa, quant'è importante poter contare ancora oggi sulla presenza della "vecchia guardia", magari addirittura sugli stessi fondatori del gruppo? Ce ne sono ancora di questi "ragazzi coi capelli bianchi" che vengono con voi in Fossa? O che perlomeno si interessano ancora alle vicende del gruppo, magari intervenendo nelle decisioni dello stesso, seppure non più coinvolti direttamente in prima persona?

  17. Quali sono i gruppi ultras che avete visto all'opera nel corso degli anni, sia al PalaDozza, sia in casa loro, che vi hanno maggiormente impressionato? E quali quelli che, secondo voi, si sono mantenuti costantemente su buoni livelli malgrado il trascorrere del tempo e i ricambi generazionali?

  18. Chi sono i gemellati della Fossa, in Italia e in Europa? Ci sono stati, nella vostra storia, rapporti di amicizia che hanno significato molto per voi ma che poi, per vari motivi, si sono interrotti bruscamente o si sono persi col passare del tempo?

  19. Nella storia del movimento ultras cestistico italiano siete stati tra i primi a recarvi in trasferta nei palasport del Sud Italia: c'è mai stata una trasferta in cui vi siete davvero trovati in difficoltà? Quella volta in cui avete sinceramente temuto di rimetterci sciarpe, striscione e… pure le penne?

  20. A partire dagli anni '90 siete stati uno dei primi gruppi ultras del basket a recarsi frequentemente in trasferta all'estero, tanto in Eurolega quanto in Coppa Korac: qual'è stato il palasport straniero che vi ha più impressionati per numeri, calore e colore? E, sempre parlando di trasferte al di fuori dei confini nazionali, che differenze avete trovato, sia dal punto di vista logistico che da quello ambientale, tra i palazzetti esteri e quelli italiani?

  21. Siete stati spesso autori di coreografie imponenti e spettacolari, talvolta anche goliardiche. A quali di queste siete maggiormente affezionati? Quali vi hanno creato i problemi più grossi oppure avreste voluto fossero riuscite meglio? E soprattutto, qual'è quella che ancora non siete riusciti a realizzare?

  22. C'è stato nel corso degli anni un ricambio generazionale significativo all'interno della Fossa? E se sì, com'è stato gestito, visto che come gruppo non sembrate averne risentito in negativo, essendovi mantenuti sempre su buoni livelli sia in termini quantitativi che qualitativi?

  23. Il mondo del tifo già da diversi anni ha abbandonato la sua originale connotazione esclusivamente maschile per aprirsi al gentil sesso. Anche nel vostro gruppo è presente una componente femminile attiva?

  24. Qual'è (se c'è) la più grande e sostanziale differenza tra la Fossa di oggi, che sostiene una squadra di giovanissimi nella quarta serie della pallacanestro italiana e che è impegnata a lottare per la sopravvivenza del proprio simbolo, rispetto alla Fossa degli anni dei leggendari campioni, dei successi e delle grandi coreografie?

  25. In passato riuscivate a prendere in contropiede i vostri nemici facendo voi per primi autoironia sul fatto che "non avevate mai vinto un c…o" e, malgrado tutto, il vostro tifo era degno di una grande squadra e di grandi risultati, anche ai tempi in cui invadevate Cremona e Reggio Emilia per conquistare la… permanenza in serie A2. Poi, un bel giorno, la maledizione è stata spezzata, è arrivata la prima Coppa Italia, poi il primo scudetto e addirittura il secondo tricolore (al cardiopalma), con annesse partecipazioni all'Eurolega… secondo voi, in quegli anni, è cambiato (e in che misura) lo spirito del tifoso medio fortitudino? E quanto è cambiato il modo di essere dei "fossaioli"?

  26. Sappiamo che nel basket il rapporto tra giocatori e tifosi è molto più forte e sentito che nel calcio, anche per merito della vicinanza "fisica" tra gli spalti e il campo di gioco: quali sono i giocatori simbolo nella storia della Fossa? E per cosa li ricordate?

  27. Due anni fa eravate in B1 e, ad eccezione dei forlivesi, non c'erano molte altre tifoserie degne di nota nel vostro girone, stesso dicasi nel campionato appena trascorso in B2 dove, ad eccezione di Montecatini e Lucca, non avete avuto mai nessun avversario con cui misurarvi sugli spalti: quanto vi manca a livello di gruppo il confronto con altre tifoserie ultras di un certo livello?

  28. Come già era avvenuto nel torneo di B1 di due anni fa, anche nel campionato di B2 appena terminato la presenza della Eagles sui campi avversari ha coinciso quasi sempre con il record di spettatori e di incassi, dovuti non soltanto alla presenza della Fossa in trasferta ma anche alla curiosità degli stessi appassionati locali di vedere all'opera una tifoseria storica della pallacanestro italiana; eppure, anche in questa categoria vi è stato impedito di recarvi in trasferta: alla luce di tutto ciò, ritenete che la presenza di una tifoseria appassionata e passionale come la Fossa possa rappresentare un bene per le categorie semiprofessionistiche? Oppure pensate che per molti rappresenti solo un fastidioso inconveniente di cui farebbero volentieri a meno?

  29. Alla luce degli avvenimenti che hanno coinvolto la vostra società negli ultimi due anni, ritenete che la spaccatura creatasi all'interno della tifoseria biancoblu sia ancora sanabile? Ha danneggiato anche (e se si, quanto?) il vostro gruppo? Avete perso per strada degli elementi conosciuti e attivi nel gruppo che, magari, hanno preferito seguire la società di Romagnoli o non seguire nessuna delle due compagini?

  30. Quali sono, al momento, le prospettive per una rinascita a breve della vera e unica Fortitudo, per la sopravvivenza della "vostra" Eagles o comunque perché la Fossa possa continuare ad essere ancora presente sugli spalti anche il prossimo anno?

  31. Superata la soglia dei 40 anni di vita della Fossa, quali sono gli obiettivi più importanti che ritenete di avere raggiunto come gruppo ultras? E quali quelli che vi prefiggete per il futuro?

  32. Domanda di attualità obbligatoria: la Fossa, come tanti altri gruppi ultras della penisola, si è mossa in prima persona per portare aiuti concreti alle popolazioni emiliane colpite dal terremoto. Potete spiegare le vostre iniziative al riguardo?

  33. Per concludere questa chiacchierata, qual'è la domanda che ancora non vi ho fatto e che vi sareste voluti sentire rivolgere?

  34. Epilogo