Trasferte

12 febbraio 2004 - SIENA

Pronti x Siena, la prima di due volte in 10 giorni. E’ giovedì, quindi ritrovo fissato x le 17.10, con classico ritardo che ci farà partire una ventina di minuti dopo. La cucina è aperta, e come sempre è fornitissima, il vino è ottimo, è quello rimasto dalla festa dei DIffidati (SPLENDIDA) che qualcuno ha imbottigliato x le trasferte.

Facciamo le prove dei cori senza melodie e dei battimani non a tempo, giusto per fare qualcosa di intelligente. Carichiamo una macchina di montanari a Firenze Certosa, e con i costanti cori verso uno di loro arriviamo in tempo nella città del Palio. Si aggrega un’altra macchina di nostri, partita tardi x esigenze lavorative e siamo così in 58, tra cui il nostro amico tifoso dell’Innsbruck che ogni tanto ci viene a trovare. Dentro al Palazzo c’è un’altra ventina di bolognesi. Di fronte noi il Commandos Tigre, non sono molti in piedi a cantare pur essendo la curva piena, ma almeno si dimostrano compatti e cantano sempre, a volte con l’aiuto del P alazzo.

Al primo Time Out esponiamo lo striscione “NO ALLE FINAL FOUR A TEL AVIV”, al quale applaude tutto il Palazzo. Lo attacchiamo poi in cima al nostro settore, i senesi l’avevano attaccato in balaustra dall’inizio. Il nostro è buon tifo, magari potevamo fare qualcosina in più, ma non tanto. I nostri colori sono sempre sventolanti nel cielo, con bandiere e cazzetti, ma la partita la portano a casa i locali. Durante la partita qualche insulto col settore alla nostra sinistra, ma essendoci la gabbia non riusciamo a dirgli tutto ciò che vorremmo ( tanto un giorno gliela tiriamo giù quella gabbia, poi vediamo...). Solito dopo partita di attesa all’interno del Palazzo, saluti x Galanda, Recalcati e Chiacig, e via che si esce, dove non c’è nessuno ad aspettarci, se non un mare di sbirri.
Quindi ci tocca ripartire verso casa, il viaggio di ritorno si formano nuovi gruppi, poi scioltisi subito, a favore di Pavarotti o di Maria De Filippi, o di non so chi, sempre pensando che al limite della scemenza umana ci sia un limite, anche se sul nostro pullman non si direbbe...

F.d.L. sez. « NO ALLE FINAL FOUR A TEL AVIV »

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