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Si gioca di domenica pomeriggio alle 18.15 al palalottomatica.Dopo
i disordini successi l’anno scorso in gara 5
a casa loro ci si aspetta di tutto da questa trasferta
ed è assolutamente d’obbligo esserci!
Così ci si trova al centroborgo alle 11.30
in una cinquantina di Leoni che, dopo aver aspettato
i soliti ritardatari, salgono sul pullman alla volta
di Roma.In comune accordo si decide di non fermarsi
all’autogrill per arrivare in tempo a Roma.Il
viaggio scorre velocemente e, tra i soliti cori, si
trova il tempo per battezzare uno “sbarbo”…
Ma ormai ci siamo…manca poco a Roma!Ci si comincia
a vestire sin dal casello e pian piano sul pullman
si diffonde quell’aria di tensione che carica
a mille le persone… Facciamo fermare l’autista
davanti alle biglietterie e, presi i biglietti ci
dirigiamo in corteo verso il settore ospiti al grido
di “Leoni armati”.Dopo le varie perquise
entriamo nel nostro settore , attacchiamo lo striscione
e cominciamo a cantare.Ci facciamo sentire più
volte dai padroni di casa pur trovandoci in un palazzo
grande e dispersivo.
Dalla parte opposta troviamo la curva romana che appare,
oltre che mezzo vuota, divisa in due schieramenti:
da una parte ci sono i V.R.U. e dall’altra ci
sono i Warriors.Questi ultimi (che stanno zitti per
buona parte della partita) sembrano voler provocarci
a tutti i costi, ma lo fanno in modo indiretto ossia
insultando i nostri amici casertani ed esponendo uno
striscione contro loro con scritto” Contro denunce
e infamità, casertano la vergogna degli ultrà”(
riferito a ipotetici episodi successi a Pesaro tra
romani e casertani). Noi rispondiamo per le rime mandando
più volte a fanculo Pesaro( loro gemellati)
e cantando per Caserta.
A fine partita usciamo compatti ma fuori non troviamo
nessuno ad aspettarci ad eccezione di alcuni esponenti
dei V.R.U. che ci vengono a salutare e a complimentarsi
per il tifo espresso.
Con calma saliamo sul pullman e ripartiamo verso Bologna
dove arriveremo per le 2.30 A.M. da segnalare, durante
il viaggio di ritorno, che una forte ondata di ignoranza
ha colpito il fondo del pullman che ha intonato cori
“molto intelligenti” fino a notte inoltrata.
FdL 1970
Sez. “ricominciamo”
(chi c’era capirà)
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