Trasferte

21 dicembre 2003 - ROMA

Si gioca di domenica pomeriggio alle 18.15 al palalottomatica.Dopo i disordini successi l’anno scorso in gara 5 a casa loro ci si aspetta di tutto da questa trasferta ed è assolutamente d’obbligo esserci!
Così ci si trova al centroborgo alle 11.30 in una cinquantina di Leoni che, dopo aver aspettato i soliti ritardatari, salgono sul pullman alla volta di Roma.In comune accordo si decide di non fermarsi all’autogrill per arrivare in tempo a Roma.Il viaggio scorre velocemente e, tra i soliti cori, si trova il tempo per battezzare uno “sbarbo”…

Ma ormai ci siamo…manca poco a Roma!Ci si comincia a vestire sin dal casello e pian piano sul pullman si diffonde quell’aria di tensione che carica a mille le persone… Facciamo fermare l’autista davanti alle biglietterie e, presi i biglietti ci dirigiamo in corteo verso il settore ospiti al grido di “Leoni armati”.Dopo le varie perquise entriamo nel nostro settore , attacchiamo lo striscione e cominciamo a cantare.Ci facciamo sentire più volte dai padroni di casa pur trovandoci in un palazzo grande e dispersivo.
Dalla parte opposta troviamo la curva romana che appare, oltre che mezzo vuota, divisa in due schieramenti: da una parte ci sono i V.R.U. e dall’altra ci sono i Warriors.Questi ultimi (che stanno zitti per buona parte della partita) sembrano voler provocarci a tutti i costi, ma lo fanno in modo indiretto ossia insultando i nostri amici casertani ed esponendo uno striscione contro loro con scritto” Contro denunce e infamità, casertano la vergogna degli ultrà”( riferito a ipotetici episodi successi a Pesaro tra romani e casertani). Noi rispondiamo per le rime mandando più volte a fanculo Pesaro( loro gemellati) e cantando per Caserta.

A fine partita usciamo compatti ma fuori non troviamo nessuno ad aspettarci ad eccezione di alcuni esponenti dei V.R.U. che ci vengono a salutare e a complimentarsi per il tifo espresso.
Con calma saliamo sul pullman e ripartiamo verso Bologna dove arriveremo per le 2.30 A.M. da segnalare, durante il viaggio di ritorno, che una forte ondata di ignoranza ha colpito il fondo del pullman che ha intonato cori “molto intelligenti” fino a notte inoltrata.

FdL 1970
Sez. “ricominciamo”
(chi c’era capirà)

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