Trasferte

29 novembre 2003 - PESARO

Sentitissima (al solito) la trasferta in terra marchigiana, viene anticipata (per le solite questione televisive) a sabato 29 ore 15.
La maggior parte dei Leoni si ritrova alle 11.30 al CENTROBORGO, qualcuno un po' prima. C'e' chi colaziona a base di carne e chi a base di gelato. Sono tre i pulmann FOSSA che si dirigono verso il mare. A pesaro si aggiungono altri mezzi per un totale di 250 fortitudini.

La trasferta (molto veloce visto comunque la vicinanza) passa al solito con la solita ignoranza.
L'arrivo a Pesaro è più segnato dagli sbirri che dai pesaresi. Quest'ultimi lontanissimi (noi poi ingabbiati dentro al parcheggio), i primi a voler agitare le acque loro (forze del disordine no...). Comunque non succede niente di particolare.

I pescatori ci allietano con la loro coreografia che coinvolge tutto il palazzo. La curva è ricoperta dal bandierone con il loro diavolo al centro e 19 a sinistra e 75 a destra.

Ne viene fuori..dal 1975 a difesa di questi colori.

Veniamo al match. Dal campo son dolori, dagli spalti ci diamo dentro come al solito.

Da una parte i pescatori dicono che non ci sentono, dall'altro diciamo la stessa cosa noi (a parte quando al coro si aggiunge tutto il palazzo). Il problema è ovviamente l'acustica del palazzo.

A fine partita (ormai sembra tradizione quando vincono) qualche cinnazzo viene sotto il nostro settore. Peccato che ci siano dieci metri di altezza a dividerci e si conclude con sfanculamenti reciproci. Il bello viene fuori....

...in che senso...nel senso che non succede niente! Tranne due episodi.

Primo episodio: un pesarese (due file di ringhiere e 100mt di distanza da noi) ci insulta, viene inseguito da due sbirri che (manco fosse un serial killer) lo prendono e lo sbattono dentro la volante. Da parte nostra partono cori contro gli sbirri. I pesaresi sentono (anche il ragazzo "arrestato"...poi rilasciato) e si congratuleranno successivamente con noi per la mentalità.

Il secondo episodio invece accade DUE GIORNI dopo. Segnalatoci dagli stessi pesaresi, dall'impossibile, un giornalista, tal luciano murgia, sul quotidiano "corriere adriatico", ci indica come gente che si è fatto SCUDO DI UN DISABILE DI FRONTE ALLA POLIZIA!
Gli stessi pesaresi ci sostengono in vario modo affermando che pur odiandoci visceralmente non siamo persone che si comportano in questo modo.

Per il resto della vicenda vi rimando alla Fanza n. 63 (appena sarà online)

Il ritorno a casa si svolge secondo norma..e l'arrivo è giusto giusto per l'ora di cena...

HIC SUNT LEONES
sbirri e giornalisti di merda

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