Fanza 47


"Succeda quel che succeda..."

Questo pezzo lo scriviamo x capire, insieme a Charlie, il significato della frase che alcuni tifosi gli rivolsero dopo la vittoria dello scudetto: "... ora che abbiamo vinto, succeda quel che succeda...".
Non devi interpretarla come un segno di appagamento, ma come un'esaltazione del momento, un momento in cui la testa di ogni tifoso della Fortitudo era vuota da pensieri, problemi, stanchezza quotidiana, ed era piena soltanto di piacevole confusione.
In quel momento tutti i presenti a Treviso (solo quelli biancoblù...ovviamente!) e, al PalaDozza, avrebbero voluto fermare il tempo nel momento precedente al fischio finale in cui Myers, il capitano, chiedeva palla a Sheppard (forse).
In quell' istante il tempo si è fermato, le nostre capacità mentali azzerate:avevamo vinto lo scudo, eravamo Campioni d'Italia.
Eravamo vuoti, ma nel contempo ebbri di gioia, svuotati di mille delusioni e frustrazioni che in quel momento sono uscite dal nostro corpo x far posto alla devastante gioia e alla vòglia di urlare, finalmente:

Campioni d'Italia.

Charlie, in quella frase non e' era l'appagamento di aver raggiunto l' obiettivo agognato da sempre, ma una semplice considerazione: - ora nessuno ci potrà mai togliere quest' attimo, questo scudo.
Potranno penalizzarci, minacciarci di radiazione, rubarci derby o fina I four di Eurolega, ma questo scudo, ora non ce lo toglieranno +, è nostro, della magica F e del suo popolo.
Ora anche noi, intendiamo come Fossa dei Leoni, possiamo vivere il futuro cestistico della F con meno apprensione, possiamo fare a meno di cagarci sotto nei minuti finali delle partite punto a punto ove, il sostegno ai ragazzi deve essere + forte.
Invece negli ultimi anni era calato, calato x la paura di essere veramente dei perdenti, o non vincenti, di pensare che se lassù esiste un Dio ebbene, quando passiamo noi, si volge dall'altra parte.
Ora questa paura è svanita, non siamo obbligati a vincere x toglierci la nomea di perdenti, anche se siamo d'accordo con il capitano quando dice che non basta conquistare trofei x essere dei vincenti nella vita, possiamo tornare a vivere le partite della F come una festa, un bisogno di aggregazione sociale e non andare al palazzo con il tarlo nel cervello: - quest' anno non possiamo perdere.
Noi pensiamo che " succeda quel che succeda" racchiuda una visione molto + morale che agonistica dell' approccio mentale al prossimo campionato della MAGICA e, siamo ceni, ne trarrà giovamento tutto l'ambiente.
Ci siamo tolti un peso, ma non è ancore abbastanza affinchè I' aquila possa schiudere le ali x raggiungere vette fino a qualche anno fa impensabili.

p.s. CIAO CONRAD

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