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No a la "FINAL FOUR" en Tel Aviv

(testo originale)

Di fronte alla situazione mondiale esistente, i membri delle Tifoserie e/o  dei Gruppi di tifo sotto firmatari,  
Manifestiamo, 

Il nostro rifiuto a che si disputi qualunque partita di competizioni ufficiali di pallacanestro in un paese che non garantisca le minime condizioni di sicurezza per i protagonisti dell'evento sportivo e dei tifosi al seguito dei rispettivi. Crediamo che l'attuale situazione di guerra in Medio oriente dovrebbe fare ponderare i responsabili internazionali di questo sport sulla convenienza o non di mantenere lo status di "normalità" che si suppone deve esistere per la pratica normale di una competizione sportiva. 

Capiamo che quella normalità non è stabilita in Israele, paese che vive da anni tanti attentati terroristici così come la continua persecuzione di membri della comunità palestinese, appartenenti o meno ai gruppi di resistenza che difendono l'esistenza di un stato palestinese che fu loro strappato dagli accordi di 1947 quando lo stato fu creato d'Israele. Senza volere entrare nei criteri che hanno permesso e permettono alle squadre israeliane di disputare le competizioni europee, capiamo che se nel momento del conflitto nei Balcani furono spostate le partite che dovevano disputarsi in quella che fu la Yugoslavia, dovrebbero essere spostate tutte le partite che devono disputarsi in territorio israeliano fino a che la situazione nella zona sia di pace generalizzata. Situazione che non lo è, ricordiamo, dalla Guerra dei Sei Giorni.  

Pertanto, sollecitiamo che i massimi responsabili della pallacanestro mondiale tanto dell'ULEB come della FIBA prendano le misure opportune affinché le partite di pallacanestro si disputino in palazzetti di zone che non siano in tale conflitto e come si fece già nella stagione 91/92 quando squadre della Yugoslavia giocarono la Coppa  d'Europa lontano dalla già citata Guerra dei Balcani. Vale la pena di ricordare che in questo senso tutte le partite della competizione europea che il Partizan di Belgrado doveva giocare in casa furono spostete nella città di Fuenlabrada in Spagna. Senza andare più lontano nel tempo, l'UEFA, in questa stessa stagione, spostò la partita che la Juventus doveva disputare ad Istanbul in una zona senza conflitto. 

Ugualmente sollecitiamo che i clubs di pallacanestro, ed anche quelli di altre discipline sportive, non rimangano in silenzio accettando così di buon grado la pressione che possa esercitare il governo d'Israele per dare la sensazione che quello che succede nel suo paese è normale, trasportando così il rifiuto di questa situazione nelle proprie rispettive federazioni tanto nazionali come internazionali. La pallacanestro, lo sport in generale, non deve accettare come un fatto normale che si possa andare ad un evento sportivo su di un autobus con la maggioranza dagli utenti che portano appesi sulle proprie spalle un fucile automatico. Per lo meno, quella non è la nostra normalità. Non è la nostra normalità andare ad un spettacolo sportivo con la paura di subire un attentato, diventando così vittime innocenti di una situazione che non condividiamo e molto meno assecondiamo. 

Per finire le tifoserie e/o i Gruppi di tifo ci solidarizzano in maniera totale e facciamo nostra la proposta dai nostri colleghi italiani, Fossa dei Leoni 1970, Commandos Tigre e Virtus Roma Ultra, unendoci alla loro richiesta di  

PORTARE FUORI DA ISRAELE LE FINALE FOUR DI 'EUROLIGA 

Firmato: le tifoserie delle squadre che giocano in Eurolega:

  • Penya Básquet Granota (Pamesa Valencia),
  • Peña Inchalá (Unicaja Málaga),
  • PBB Meritxell e Sang Culé Cor Català (FC Barcelona);

di squadre che giocano ULEB Cup:

  • Demencia (Estudiantes Madrid),
  • Peña del Humo e Furor Canario (Auna Gran Canaria),
  • Dimonis Lleida (Caprabo Lleida)

e di altre squadre di distinte categorie della pallacanestro spagnola:

  • Fuenlabrada Blues (Jabones Pardo Fuenlabrada);
  • Engaviats Girona (Casademont Girona),
  • Inchas Lleons, (CAI Zaragoza),
  • Fora*Dubtes (Ricoh Manresa),
  • Hirukoa (Bilbao Basket)

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