Sabato 18/01/03, la Fossa dei Leoni 1970-Fortitudo Bologna si reca
a Roseto per assistere alla partita tra la Fortitudo e la squadra locale.
Distesi i rapporti tra le due tifoserie.
Appena giunti nel parcheggio antistante il “Palasalara”,
un funzionario del servizio d’ordine di P.S. intima agli occupanti
del ns. pullman la consegna dei documenti d’identità per
trattenerli fino al termine della gara e dichiara che, in caso di rifiuto,
non avremmo potuto assistere alla partita. Un secco “NO!”
giunge dai ragazzi della Fossa, una quarantina, davanti ad una richiesta
tanto singolare quanto priva di un fondamento legale. Il no è
anche motivato dal fatto che ci è subito parso eccessivo e lesivo
della nostra dignita tenere per svariate ore i documenti per identificarci.
Alla replica del funzionario di P.S. che motiva l’insolita richiesta
con la giustificazione di voler controllare che non vi siano “diffidati”
tra le nostre fila, noi ci dichiariamo disponibili, come da normale
prassi, a farci identificare sul luogo, documento d’identità
alla mano. Anche questo non soddisfa il solerte funzionario il quale,
insiste, nel voler “sequestrare” i documenti motivando ciò,
con la dimenticanza della “lista diffidati” in Questura.
Davanti a tale “insistenza”, compatti, decidiamo di abbandonare
il P.le antistante il palasport e di andare in città a cenare.
Non contento, il medesimo funzionario, ci vuole addirittura vietare
la sosta in città. Dopo le nostre proteste, forse rendendosi
conto dell’assurdità dell’imposizione, decide di
permettere la nostra permanenza, a cena, mentre la partita si avvia.
La nostra risposta
Forse perché ogni nostro singolo errore siamo abituati a pagarlo,
forse perché subiamo discriminazioni in quanto tifosi che vanno
in trasferta (e come tali spesso ritenuti pericolosi criminali da trattare
male), CHE ABBIAMO DECISO di fronte a questo episodio di non subire
più e d’intervenire presso la Questura di Teramo con un
ESPOSTO
Consci che non potremmo ottenere nessun rimborso materiale (neanche
il rimborso dei biglietti e della trasferta per una partita a cui non
abbiamo potuto assistere!!!), riteniamo giusto fare ciò x due
motivi: il primo è perché venga svolta un’indagine
interna alla Questura per verificare se il comportamento tenuto dal
suddetto funzionario non sia andato oltre le sue “regolari mansioni”
e non sia passibile quantomeno di sanzioni disciplinari; il secondo
è per evitare, in futuro, ad altri di incappare in simili trattamenti,
visto che anche altre tifoserie ospiti a Roseto hanno subito, prima
di noi, la stessa accoglienza .
Testimonianze di altre tifoserie dicono che questi atteggiamenti verso
i tifosi di basket ospiti a Roseto, siano, da tempo, prassi consolidata.
A questo comunicato alleghiamo la testimonianza della portavoce del
club F.mania, presente anch’ella in quel di Roseto e testimone
di fatti accaduti, alquanto strani, in relazione al comportamento della
P.S.
I pullman del club F.mania sono arrivati a Roseto alle ore 19.20.
Dal casello sono stati scortati fino al palazzo dalle forze di P.S.
Prima di scendere dal pullman ci sono stati chiesti i documenti e dopo
averli consegnati siamo entrati al palasport. Gli stessi poliziotti
ci hanno detto che x motivi di sicurezza, i documenti ci sarebbero stati
consegnati a fine partita.
Entrati al palazzo nessuno ci ha perquisito e il settore destinato ai
bolognesi era pieno di rosetani.
Si è chiesto, invano, prima che iniziasse la partita, a più
poliziotti la restituzione dei documenti cosa avvenuta solo alla fine
del primo quarto, cioè circa un’ora e mezza dopo che li
avevamo consegnati. Ai tifosi giunti in macchina, appartenenti al nostro
club, le forze di P.S:, pur sapendo essere di Bologna, non hanno chiesto
nulla.