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un saluto a tutti gli Ultras del Basket della Fortitudo Bologna,
chi vi scrive è l'autore del libro "La violenza negli stadi"
ho appreso da un vostro comunicato su tifonet il vostro dissenso verso
il libro di cui sono stato autore
vi scrivo per puntualizzare alcune cose e richiamare la vostra attenzione
su alcune vostre critiche che non penso di meritare
il libro che ho scritto percorre un chiaro cammino che mira ad avvicinare
l'opinione pubblica ad un diversa prospettiva per interpretare il mondo
ultras
tutti gli episodi di scontri contenuti hanno un unico intento e cioè
quello di sottolineare fino a che punto siano disposti ad arrivare coloro
che si sentono ultras pur di difendere l'onore della loro maglia ed ancor
più del loro gruppo di appartenenza
ho più e più volte sottolineato che non c'era pretesa
di "verità assoluta" nei racconti citati in quanto per
molti episodi non c'era stata la possibilità di effettuare verifiche
incrociate in virtù della naturale diffidenza che legittimamente
provavo verso gruppi a me rivali e viceversa
nella fattispecie dei 3 episodi che vi riguardano mi sembra, per questi
motivi, eccessivo screditare un racconto pubblicamente definendolo "ridicolo,
esilarante e pieno di particolari inventati"
posso assicurare che chiunque sia stato interpellato si è dimostrato
testimone più che attendibile e pertanto ha meritato la mia fiducia
e non merita di esser tacciato d'esser bugiardo, inoltre viene sempre
sottolineato come ogni episodio sia tratto dalla personale interpretazione
di chi racconta (e non dalla fantasia)
in altre parole se alcune considerazioni in un racconto non risultano
vere a chi stava dall'altra parte non si può per questo accusare
chi ha detto ciò che "reputa" di aver visto di esser
infame
accetto invece le vostre puntualizzazioni riguardo la presunta vostra
"infamia" nell'episodio di Roma ed in virtù di un confronto
chiarificatore con un esponente del vostro gruppo ho già comunicato
che presto ci sarà modo di rettificare quanto detto e sottolineare
come il vostro comportamento sia stato invece corretto
riguardo l'omissione dei feriti da arma da taglio mi assumo io la responsabilità
in quanto non avendo avuto specifica del numero di feriti ho pensato di
ometterlo ma a difesa degli interlocutori di Roma devo dire che mi era
stato detto
a prescindere da tutte le puntualizzazioni e doverose rettifiche vorrei
ancora una volta richiamare la vostra attenzione sul fatto che da parte
mia non c'è mai stata intenzione di screditare nessuna tifoseria
ad inizio di ogni capitolo ed anche in quello che si riferisce al basket
non ho mai mancato di sottolineare come io abbia la massima considerazione
di alcuni gruppi ultras in virtù del rispetto che provo per la
loro storia e tra essi ho abbondantemente sottolineato come il mio rispetto
sia esteso anche al vostro gruppo
ho scritto questo libro in assoluta buona fede e nel tentativo oltre
che di avvicinare l'opinione pubblica ad una nuova e più corretta
visione del mondo ultrà, anche nel tentativo di valorizzare la
forza con la quale i gruppi perseguono i propri ideali con spirito di
sacrificio
il libro mira anche a sottolineare, attraverso la classificazione dei
diversi tipi di violenza esistenti negli stadi e palazzetti, quale violenza
possa esser comprensibilmente compiuta da un ultrà e quale non
lo sia
per questo reputo ingiusto che il libro sia tacciato di non esser di
alcun aiuto al mondo ultrà
ringraziando quanti tra voi si sono aperti ad un confronto con me ed
in attesa di accettare l'invito fattomi di incontrarvi personalmente per
contribuire insieme ad operare per la salvaguardia del nostro mondo vi
saluto
Ivan Luraschi
[doverosa precisazione]
[ritorna a documenti]
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