La Fossa dei Leoni desidera esprimere alcune cose riguardanti i "fatti
di Roma":
innanzitutto la più sincera gratitudine a tutti i Gruppi o singole
persone che tramite comunicati o messaggi hanno solidarizzato con i
nostri due feriti augurandogli una pronta guarigione;
vogliamo anche sottolineare come da parte dei Gruppi o dei singoli
appartenenti c'è stata la condanna pressoché unanime dell'utilizzo
delle lame nello scontro di Roma.
A questo proposito desideriamo rilanciare l'idea di fare un incontro
dove si possa discutere, partendo proprio dal fatto a noi accaduto,
delle tematiche legate all'etica di essere Ultras e di come esserlo
nei fatti. Argomento più volte toccato con i vari responsabili
dei vari Gruppi già dopo il raduno di Siena dell'anno scorso.
In merito alla vicenda accaduta al nostro Gruppo Domenica 19 Maggio
a Roma, vogliamo smentire le cose uscite sui vari giornali in quanto
difformi tra loro e corrispondenti in parte al vero.
Non ci sentiamo di condannare in nessun modo un gesto che nel mondo
degli Ultras è "normale", con tutte le eccezioni che
si possono avanzare ad una situazione che prevede la violenza, perché
essendo Ultras accettiamo ciò che è capitato senza remore.
Quello che non accettiamo è che il nostro mondo, quello Ultras
e non "quello della pallacanestro", sia ancora segnato dall'utilizzo
delle "lame" negli scontri che avvengono tra opposte tifoserie.
Noi, dopo la morte di "Spagna", fummo l'unico Gruppo di basket
a partecipare al raduno di Genova contro la morte gratuita ai margini
di un evento sportivo e sottoscrivemmo, assieme ai maggiori Gruppi del
calcio, il documento unitario che uscì da quel raduno e che portava
il titolo di "Basta lame, basta infami", documento che per
noi ha tuttora valore
Per finire ci sentiamo di dire che chi ha organizzato l'agguato lo
ha fatto utilizzando una situazione veramente molto ambigua che gli
ha consentito di riuscire nei suoi intenti; è infatti risaputo
il patto di non belligeranza che rapporta noi alla Brigata Virtus Roma
e alle ormai diverse amicizie personali che ci legano ad esponenti del
Gruppo romano. Ed è sfruttando questo fattore che ha permesso
agli aggressori romani di mettere in atto una ritorsione verso i loro
"nemici bolognesi".
Queste "mosse", effettuate da chi non seguirà mai
la Virtus Roma in trasferta, sono a forte rischio di ritorsioni verso
chi, invece, la Virtus Roma in trasferta la segue da sempre. Ritorsioni
che, purtroppo, le semplici amicizie personali potrebbero non riuscire
a contenere. E questo, chi ha progettato l'agguato, lo sa fin troppo
bene
Comunque vogliamo ringraziare i ragazzi della Brigata Roma per la solidarietà
offertaci già nell'immediato con cori ed offerte di restare con
noi al di fuori del palazzetto romano.
Noi la solidarietà e l'amicizia sincera sappiamo ancora riconoscerla.
Ribadiamo che la Fossa dei Leoni non è rimasta scalfita da questa
vicenda ma anzi gli è servita per, una volta in più, accumulare
la necessaria esperienza che ci ha aiutato e ci continuerà a
permettere di calcare i palazzetti di ogni dove per seguire la nostra
magica Fortitudo!